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COMITATO PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI AI MILITARI
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lunedì 16 giugno 2008

Militari da marciapiede

Il Ministro La Russa, vuole, fortissimamente vuole, che anche i militari italiani siano impegnati nella lotta alla criminalità. Quale segnale concreto all’allarme sociale destato dal senso insicurezza di cittadini.

Questa è la premessa alla quale alcune osservazioni sembrano d’obbligo. Alcune di merito altre di carattere pratico.

Molti hanno sollevato più di una perplessità a causa di una militarizzazione della vita quotidiana dei cittadini. Sebbene dimenticano come questa già non avvenga tuttora. Considerato che sia i Carabinieri che Guardia di Finanza sono formalmente e rispettivamente, la quarta Forza Armata, nonché polizia militare, e una Forza di Polizia ad ordinamento Militare. I loro rappresentanti indossano quel simbolo distintivo dei militari sulla divisa che sono le stellette. Sono soggetti al Codice Penale Militare di Pace e Guerra, oltre al Regolamento di Disciplina Militare. Insomma non si può aver alcun dubbio sul loro status.

Ciò detto non pare che il paese percepisca questo con malcelato malessere. Anzi, da più parti viene lodata la professionalità di questi due Istituti dello Stato. D’altro canto non si comprende bene come la maggioranza del paese condivida “l’esportazione della democrazia” grazie alle Forze Armate, mandando i soldati in terre lontane, attribuendogli anche funzioni precipue del poliziotto e, successivamente, negare che questi siano in grado di operare altrettanto bene anche in patria?

I diritti altrui sono meno diritti dei nostri?

Dal punto di vista pratico faccio due conti e valuto i numeri forniti, 2500 militari, divisi per una decina di siti, diventano 250. Che, divisi per 4 (turni di 6 ore circa), fanno 62 persone in più operanti in nelle zone di intervento. Insomma città come Roma, Milano, Napoli o Palermo, potranno ricevere grande conforto da una sessantina di persone in più per strada. Forse il rapporto costi (indennità da attribuire ai militari per questa operazione) benefici (effettivo risultato dal punto di vista dell’abbattimento della criminalità) potrebbe avere un saldo negativo.

L’operazione sembra, in effetti, una facile operazione mediatica. Forse una disputa tra i titolari dei dicasteri Interno e Sicurezza, ossia tra Lega e A.N. per la conquista della paternità per una promessa elettorale di maggior sicurezza. O anche un modo per giustificare il concretizzarsi di quel progetto che partendo dall’esubero dei Marescialli nelle Forze Armate, giustifichi un loro transito nelle Forze di Polizia, così come già previsto da un comma dell’ultima Finanziaria approvata.

Se poi la cosa possa diventare un cavallo di troia che crei un precedente importante e consenta in futuro un più semplice impiego, in patria, dei militari, magari in occasioni di alcune manifestazioni di piazza, certo questo all’attuale esecutivo potrà non dispiacere.

Infondo l’operazione Vespri Siciliani attuata anni fa, appariva più ragionevole. Infatti non prevedeva ronde militari nei quartieri. Bensì la sorveglianza di siti e palazzi altrimenti di pertinenza di Polizia, Carabinieri e Finanza, allo scopo di poter utilizzare con maggior proficuo proprio coloro che già per istituto hanno il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica.

Quello che solleva maggiori perplessità, di fatto, è che il tutto sembra essere finalizzato alla lotta alla piccola delinquenza, non già alla grande criminalità.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo il titolo Paolo.
Dici che dare l'OK da parte delle alte gerarchie militari è un modo di svendersi ai politici?
Poveri noi! Speriamo non passi... che già me li vedo i giovani volontari di un anno, andare in giro con un fucile senza sapere cosa fare... loro addestrati per... altre cose. O pensano che l'antisommossa a cui li addestrano serva a constrastare la criminalità? Ma io non ci credo che questa cosa venga accettata... non ci voglio credere. Ma te li immagini i turisti in giro per Roma che ogni tanto incontrano una pattuglia armata? Penseranno che siamo a Beirut o a Kabul, o che è tornato il Duce? Alla faccia dell'immagine dell'Italia, poi si lamentano per film come Gomorra o il Divo. Io spero che l'EU ci metta l'alt. In Europa non c'è un paese militarizzato, non credo che passi tutto senza che nessuno fiati come da noi? Almeno lo spero.
E guarda che rischiamo l'ostracismo anche noi, blogghisti, non lo hai sentito il nuovo motto? LASCIATECI LAVORARE. Ma quando si svegleranno gli italiani da questo torpore da pugile suonato...

Paolo Melis ha detto...

Temo che passerà, in Italia ed in Europa, questo ed altro... purtroppo!
Quanto agli italiani, alla terza volta che votano questo Governo, direi che non ci sono più alibi.
Basta invocare la semi infermità mentale.

copyman ha detto...

Condivido la tua analisi e le tue perplessità di fondo sull'utilità e sulle finalità non solo mediatiche di quest'operazione.
Maroni e La Russa sgomitano in modo tragicomico per attribuire a sé stessi e ai rispettivi partiti il ruolo di alfieri della sicurezza. Basta andare a leggere cos'è andato a dire Bobo Maroni nella sua recentissima visita a Milano.
Sfortunatamente questo teatrino italiano non è una brutta copia dei già sciapidi varietà della premiata ditta Castellacci & Pingitore, perché altrimenti avremmo potuto concludere che, anche con i militari da marciapede, "la situazione è grave, ma non è seria".

Paolo Melis ha detto...

@copyman
Concordo pienamente sulla gravità della situazione, vorrei sottovalutarla, infischiarmene, pensare agli europei, alla campagna acquisti, alle vacanze, alla f..a
Ma non ci riesco perchè sono preoccupato...
Poi penso a mio figlio e...
sono disperato...