QUESTO BLOG SOSTIENE IL
COMITATO PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI COSTITUZIONALI AI MILITARI
Perchè una Democrazia non può dirsi compiuta se non è stata capace di estendere tutte le sue regole e garanzie, fino in fondo a tutti i cittadini, anche quelli in divisa.

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mercoledì 11 giugno 2008

C’è PRIVACY e privacy, DIRITTI e diritti.

In questi giorni sembra che l’urgenza primaria che tutti sentono, sia quella del timore di essere continuamente spiati ed intercettati. Ecco quindi che il dibattito politico e l’azione di Governo si concentra su una proposta che tenda a salvaguardare i diritti legati alla privacy di tutti i buoni cittadini. Tanta attenzione è senz’ombra di dubbio encomiabile. Come non si può condividere la difesa della riservatezza dei dati sensibili di ciascuno. Qualche perplessità potrebbe sorgere se si pensa che la conseguenza di un giro di vite, in materia di intercettazioni, potrebbe essere di ostacolo all’azione investigativa della magistratura. Ma i diritti sono diritti, e, come dice il detto, il marito che si castra per far torto alla moglie, non è proprio un esempio di furbizia. Per cui la salvaguardia dei diritti della persona viene prima di ogni cosa. Anche se il prezzo potrebbe essere un rallentamento dell’azione investigativa.

Salvo quando si scopre che altrettanta accortezza non è ascrivibile al Governo Berlusconi, allorché il 13 Aprile 2006, per mano dell’allora Ministro della Difesa, Martino varò il D.M. n° 126 in materia di identificazione dei dati sensibili e giudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero della difesa, in attuazione degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Con il quale stabiliva come raccogliere tutta una serie di dati sensibili del personale appartenente al Ministero della Difesa, militari e civili.

Infatti da una serie di schede allegate al decreto si scopre come l’Amministrazione in questione necessiti di conoscere alcune specifiche inclinazioni e propensioni dei propri dipendenti quali le convinzioni religiose, filosofiche, politiche, sindacali, o di non meglio precisato, altro genere, infine conoscere la vita sessuale degli stessi. Particolare interesse desta, inotre, osservare che tali informazioni sono propedeutiche ai fini di perseguire azioni disciplinari.

In un panorama di estrema compressione dei diritti costituzionali dei militari, questa appare una vera e propria schedatura dalle finalità oggettivamente incomprensibili. Tanto più se si scopre che la, così detta, norme di principio sulla disciplina militare, n° 382 del 1978, all’articolo 17 vieta esplicitamente l’uso di schede informative ai fini di discriminazione politica dei militari.

Infatti , allorché si decida di instaurare una procedura di carattere disciplinare nei confronti di un dipendente della Difesa, qual è la necessità di conoscere il suo orientamento politico, sindacale o, addirittura la sua vita sessuale? Una scelta anziché un’altra sono da considerare attenuanti o aggravati?

Aggiungiamo che a tutt’oggi nessuna richiesta volta ad acquisire queste informazioni è stata rivolta agli interessati, ingenerando il sospetto che queste siano già in possesso dell’ Amministrazione, acquisite da fonti non meglio precisate e tanto meno autorizzate.

Qui la costituzione viene cancellata, non compressa. I diritti dell’individuo scompaiono. Senza che il garante della Privacy muova un solo dito. Aggravata dalla ormai cronica assenza di un organismo che assolva la funzione di parte sociale a tutela di quanti vestono una divisa, la quale ha impedito una forma di denuncia pubblica di questa grave ingerenza nella vita privata di oltre 300.000 cittadini italiani.

Non credo vi possano essere dubbi sulla lotta per la difesa di tutti i diritti fondamentali della persona e sul sostegno che qualunque cittadino italiano è disposto ad offrire al perseguimento di detto fine. Per questo la coerenza nell’azione politica e di governo sono una condizione imprescindibile e non contrattabile.

Invece, l’impressione che si ha, è quella di essere, ancora una volta, di fronte ad un sistema che dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma alcuni sono più uguali di altri. Nel bene o nel male. Ancora una volta cittadini di serie A e cittadini di serie B.

www.fainotizia.it

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Paolo, quando ho letto la scheda non sapevo se ridere o piangere.Chissà,come dici tu,se i dati sono stati compilati da qualche manina; chissà quale grande intellettuale, sarà stato incaricato di giudicarmi. Ma secondo te quella roba sulla "razza"? Che razza avranno indicato per me? "Mmmhhh.. brutta razza! Una rompicoglioni come poche...", oppure sulle convinzioni politiche? Cosa avranno scritto? Estremista di sinistra? Dato che sono una democratica per un ministro del genere dovrebbe essere stata un'aggravante, senz'altro...
E mi chiedo: di quelli che cambiano opinione politica secondo la convenienza e non si fanno pregare per fare capriole di convinzione? Per loro che convinzioni politiche avranno indicato?
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale eh?! Firmato anche dal Capo dello Stato eh?! Bella democrazia! Mussolini al confronto era un democratico, almeno lui lo dichiarava apertamente che era fascista.